
Stato, regioni e parti Sociali sono chiamati a condividere le fondamentali linee guida per orientare la spesa dedicata alla formazione degli inoccupati, dei disoccupati e dei cassaintegrati nel prossimo anno, in relazione ai caratteri discontinui e selettivi della ripresa che indurranno allungamento del periodo di inattività o transizione verso altra occupazione di molti lavoratori. La formazione deve quindi risultare quanto più tarata sui fabbisogni professionali dei settori e delle imprese e sulle concrete esigenze delle persone interessate in funzione della loro occupabilità. Questo l’obiettivo delle linee guida per la formazione nel 2010, presentate ieri pomeriggio dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, al tavolo che ha visto riuniti a Palazzo Chigi rappresentanti delle regioni e province autonome e delle parti sociali.
L’intesa dovrà tenere conto delle risorse già impegnate verificando anche in questo caso la possibilità di un loro riorientamento in funzione degli obiettivi prioritari, ridefiniti e condivisi anche a livello regionale. La proposta si rivolge in particolare al ruolo sussidiario delle organizzazioni rappresentative degli imprenditori e dei lavoratori come dei loro organismi bilaterali. “Essi costituiscono garanzia di investimenti formativi - spiega una nota del ministero del Lavoro - mirati ai soggetti più esposti all’esclusione dal mercato del lavoro; organizzati, secondo criteri non autoreferenziali, in ambienti produttivi o prossimi ad essi; progettati in una logica di ‘placement’, volta cioè ad ottimizzare la domanda e l’offerta di lavoro e l’integrazione tra il sistema della formazione e il mercato del lavoro in modo da rispondere alla domanda di competenze da parte dei settori e dei territori in cui le imprese operano; rispondenti alla domanda di competenze da parte dei settori e delle imprese”.
Cinque le azioni ipotizzate: cabina di regia nazionale per una rilevazione tempestiva su base regionale e settoriale dei fabbisogni di competenze attraverso organizzazioni di categoria, consulenti del lavoro, agenzie del lavoro, enti bilaterali, ecc.; impiego diffuso del metodo di apprendimento ‘per competenze’ in luogo di quello ‘per discipline separate’ o ’scolasticistico’ e rivalutazione dell’istruzione-formazione tecnico-professionale; accesso degli inoccupati a tirocini di inserimento, corsi di istruzione e formazione tecnico superiore (Ifts), contratti di apprendistato, privilegiando l’apprendimento nell’impresa; formazione degli adulti attraverso: accordi di formazione-lavoro per rientro anticipato dei cassaintegrati; programmi di formazione nei luoghi produttivi di beni o servizi anche se inattivi o nei centri di formazione professionale ove garantiscono riproduzione di contesti produttivi nonché congrui periodi di tirocinii presso l’impresa; impiego dei lavoratori inattivi quali tutori nell’ambito di attività formative tecnico-professionali; rilancio del contratto di inserimento per gli over 50; accreditamento su base regionale di ‘valutatori’ indipendenti in grado di certificare le effettive competenze dei lavoratori comunque acquisite, in modo da rafforzare la trasparenza e la migliore informazione nel mercato del lavoro, da accrescere la capacità di offerta sul mercato del lavoro, da migliorare l’incontro tra domanda e offerta e da stimolare la ricerca delle più utili attività formative. (Labitalia)
Cod.
MEZZAGO, Lombardia
Articolo1-Filiale Monza
Cod.
Camposanpiero, Veneto
ARTICOLO1 SPA
Cod.
Roma, Lazio
Altro Lavoro S.p.A.
Cod.
LURAGO D'ERBA (CO), Lombardia
Articolo1-Filiale Monza
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