
La ripresa è avviata ma bisogna puntare di più su formazione e orientamento
Il mercato del lavoro presenta un punto debole: il mismatch esistente tra domanda e offerta di lavoro. Per ripartire è necessario ripensare all’orientamento, chiave di volta del Mercato, ma del tutto assente per colpa di questo gap. Il posto fisso? Non ha più senso, meglio sostituirlo con l’idea di un percorso professionale flessibile all’interno del quale la risorsa possa abituarsi ad una specializzazione continua e ad attuare un percorso di costruzione del sé sempre in linea con le esigenze sistemiche emergenti del mercato. E’ questo il parere di Giordano Fatali, Presidente dell’HrCommunity, la prima Business Community HR italiana in grado di offrire un ambiente professionale esclusivo, internazionale e di eccellenza che consenta agli HR Director e agli Amministratori Delegati di creare sinergie interaziendali, risolvere problemi concreti, accrescere visibilità e dimensioni del network, selezionare i partner migliori, monitorare e sviluppare il mercato del lavoro, acquisire più peso a livello istituzionale e sociale.
Dott. Fatali, si parla di timida ripresa del Mercato del Lavoro. Quali sono i segnali che lasciano intuire il cambiamento in atto?
L’anno 2009 si è chiuso con un bilancio occupazionale alquanto preoccupante. Ma dal Rapporto sugli Scenari economici delineato dal Centro Studi di Confindustria è arrivato un accento di natura più positiva: quello di una ripresa lenta e faticosa ma ormai avviata, e tutt’altro che disposta a deragliare. Il Centro Studi chiudeva il Rapporto con una previsione illuminata, che personalmente sento di condividere: non passerà molto tempo ed il Lavoro targato Italia tornerà a crescere. In questo senso, alcuni segnali appaiono emblematici. Uno su tutti: il nostro è un Paese, insieme alla Germania, è la nazione ad aver licenziato meno…
Che tipo di professionalità serviranno alle aziende nel breve - medio periodo?
Alcune stime (mi riferisco anzitutto all’ultimo Rapporto sull’Occupazione elaborato da Unioncamere e Ministero del Lavoro) precisano come da noi non risulti affatto neutralizzata la richiesta di personale. Il posto, insomma, in Italia c’è. Anche da subito, per chi dimostra di aver maturato un valido percorso professionale nel campo dell’ingegneria informatica ed elettronica, nonché per i professionisti di ambito medico-sanitario e gli economisti. Sono tutti dati che, oltre a risultare assolutamente utili ed interessanti, costituiscono prove concrete e validi sostegni alla necessità di scardinare quegli automatismi mentali che conducono ad inquadrare la crescita professionale dei futuri protagonisti del Mondo del Lavoro restringendola a pochi, consueti ed ormai abusati percorsi formativi.
Ci saranno titoli di studio che faranno la differenza più di altri?
Il Mercato moderno si sviluppa sull’onda di una radicale spinta creativa. Per adeguarsi ad esso e cavalcare l’onda del cambiamento è dunque imperativo sviluppare un’attitudine particolare: quella ad una specializzazione continua che implica uno studio continuato delle esigenze sistemiche emergenti e la capacità di riposizionarsi attivamente lungo il continuum delle professioni. Le specializzazioni del presente e dell’immediato futuro non sono più quelle che abbiamo lasciato dietro l’angolo. Sono specializzazioni di specializzazioni, e contano non tanto in sé stesse, ma per il loro innestarsi all’interno di un percorso articolato di formazione e costruzione del Sé che consenta a chi lo esperisce di ritagliare un proprio ruolo a fronte ed in risposta alle specifiche esigenze avanzate dall’azienda. Tutto questo è tanto più valido se si applica a titoli di studio di natura tecnico-economica, magari con un focus particolare su ambiente ed energia; al marketing ed alla pubblicità; al management, specialmente se interrelato a forti propensioni comunicative.
La formazione è in linea con le richieste delle aziende?
L’Orientamento e, in parte, la Formazione risultano essere i veri assenti nel Mercato del Lavoro del nostro Paese. Colpa di un gap venutosi a creare a livello di Mercato tra istanze della Domanda e dell’Offerta. Un divario divenuto tanto più manifesto e pesante in occasione della presente congiuntura, e che rischia con le sue aberrazioni di paralizzare la ripresa costruttiva del Mercato del Lavoro. Eppure, in questo scenario fosco c’è spazio per un “ma”. Si tratta del contributo in termini di reazione che chiunque di noi può e deve offrire. A titolo di esempio, come Community dei Direttori del Personale delle maggiori realtà aziendali a carattere nazionale ed internazionale, abbiamo fornito nuova linfa ad un’iniziativa progettata e lanciata qualche anno fa, l’Osservatorio HRC sul Mercato del Lavoro. Un progetto che ha consentito di incidere sul connubio di domanda ed offerta di Lavoro presentando al grande pubblico attraverso la cassa di risonanza offerta dalle maggiori testate nazionali (Panorama, Sky TG24 , Studio Aperto, Economy, ecc.) ben 68mila opportunità professionali di grandi aziende della filiera produttiva italiana.
Cosa pensa del mito del posto fisso. Ha ancora un senso?
Sta tramontando. E per fortuna, perché si tratta di un concetto ormai vetusto, inadatto e troppo poco dinamico per offrire adeguata risposta ai quesiti posti in essere a getto continuo dal nostro tempo fluido. Per questo, il concetto di posto (fisso) è ormai stato a tutti gli effetti sostituito da un’idea più nuova, più radicata e più strategica: quella di Percorso Professionale. Una via flessibile (ma non certo precaria!) che si snoda attivamente attraverso le tappe dell’evoluzione professionale di ogni singola risorsa. Un cammino che non ci abbandona mai, e che si arricchisce di ogni singola esperienza che portiamo a termine.
Quali soluzioni si dovrebbero adottare per consentire una reale evoluzione del Mercato del Lavoro?
Come ho già accennato in precedenza, sarebbe auspicabile incidere positivamente sul tristemente diffuso mismatch esistente tra Domanda ed Offerta di Lavoro. Creando ovviamente un terreno comune e condiviso, accessibile e d’eccellenza su cui rifondare attivamente il connubio tra Domanda ed Offerta. Aggiungerei a questo imperativo alcune delle variabili che attorno ad esso gravitano. A cominciare dalla necessità di ripensare l’Orientamento, chiave di volta del Mercato. Per proseguire con la diffusione efficace di una mentalità internazionalizzata (international mindset, come la definiscono in ambito anglosassone).
Cod.
MILANO, Lombardia
JOBBING CENTRE SRL
Cod.
, Liguria
HR Value srl
Cod.
, Lombardia
Articolo1-Filiale Monza
Cod.
ROMA, Lazio
JOBBING CENTRE SRL
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