Riforma scolastica francese segue l'invito dell' OCSE:

19 Marzo 2013

lorem L'articolo primo della «legge di rifondazione» della scuola francese, fiore all'occhiello del programma di Francois Hollande, è attualmente in discussione all'Assemblee nationale. L'articolo recita :«Nel quadro dell'acquisizione di conoscenze, competenze e metodi prevista alla fine del ciclo e non più dell'anno scolastico, far ripetere un anno dev'essere eccezionale». Se ne può dedurre che bocciare un ragazzo in una scuola francese sarà, dunque ,quasi reato. La motivazione che ha indotto i legislatori francesi ad una scelta così forte trova causa nella presenza di molti ripetenti che inducono Parigi a ridiscutere il suo modello pedagogico guardando come modello l'Italia e allineandosi al principio secondo il quale bocciare non rende migliore la scuola. In tal modo si va oltre la proposta governativa iniziale che voleva soltanto una riduzione progressiva dei ripetenti. la Francia detiene saldamente il record del «redoublement . Secondo una ricerca, infatti, il 57% degli studenti francesi ripete almeno un anno nel corso della sua carriera scolastica . Uno studente su tre ripete l'anno, quando invece, la media del resto del mondo è di meno di uno su sette. La riforma scolastica, promossa e voluta dai socialisti su proposta del filosofo socialista Vincent Peillon, andrebbe a soddisfare due ordini di motivi:

di natura pedagogica, per la quale, gli esperti in materia, sottolineano come la bocciatura sia una misura inutile e disastrosa. Non migliora le performance scolastiche dello studente il quale, invece, la subisce come un umiliazione personale ;

di natura economica, in quanto, in tempi di spending review, la bocciatura rappresenta un aggravio di costi per il ministero : più di due miliardi di euro sulle casse pubbliche. In tale ottica "promuovere rappresenta un modo per risparmiare".

Ma l'approvazione della legge scolastica dovrà attraversare un percorso travagliato in vista dei 1400 emendamenti presentati dall'opposizione di destra, contestando ai socialisti come tale legge rappresenti più una riforma ideologica che altro in quanto bandire la bocciatura è tutt'altra cosa che ritenerla come "ultima risorsa" ,secondo le indicazioni del ministero dal 2010. Ma è anche vero che risponderebbe pienamente all'invito fatto dall'OCSE ai sistemi educativi europei al quale dovrà adeguarsi anche l'Italia posta ventiduesima della classifica dei Paesi più severi. Secondo l'OCSE, infatti, "bocciare a scuola è educativamente e socialmente dannoso" e contesta apertamente il vecchio sistema scolastico di far ripetere l'anno. Senza mettere in dubbio la validità e i metodi educativi dell'OCSE , non mancano le critiche a questo nuovo orientamento. Punto forza di tale orientamento è sicuramente il modello scolastico tedesco, basato su sistemi educativi , molto diversi da quello italiano, francese e britannico, dove la scuola di base, la Grandschule, che va dai 6 agli 11-12 anni, è completamente gratuita e i tassi di bocciatura sono bassissimi. A seconda dei punteggi riportati, gli studenti meno accademici vengono indirizzati alla Hauptschule che consiste in 4 anni di tirocinio professionale mentre i più bravi frequentano la Realschule, di durata quinquennale, con indirizzo economico e tecnico-informatico, la scuola più gettonata in assoluto. In ultimo, gli studenti "secchioni" vengono indirizzati al Gimnasium, di 5 anni e mezzo, al termine del quale acquisiscono una abilitazione e vengono contattati direttamente dalle migliori università in caso di punteggio finale molto alto. Secondo i test di valutazione dei sistemi scolastici OCSE-PISA, gli alunni tedeschi, nonostante la quasi totale assenza della bocciatura, risultano avere risultati migliori di quelli italiani nelle prove di scrittura, lettura e di calcolo, sottolineando ancora una volta che la bocciatura non serve a nulla , sia stupido e controproducente.


Stefania Casamichele

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